Peccato per la poca partecipazione al primo incontro  delle serate culturali della Scuola Carla Strauss, abbiamo conosciuto e apprezzato una persona preparatissima, sensibile, empatica e simpatica  che ci ha avvicinato al mondo della meditazione .

Le sensazioni e le emozioni di tale incontro le esprime molto bene Paola…a lei la parola.

Daniele Belloni – Incontro introduttivo alla meditazione

Daniele Belloni si presenta come giornalista e maestro di yoga e meditazione e introduce subito gli obiettivi della serata: non dati, non risposte, non una proposta di marketing, soprattutto domande.

La meditazione è una cura?

La meditazione è uno stato naturale che il nostro tempo ci ha fatto dimenticare. Stimoli continui non ci danno tregua e ci fanno trascurare noi stessi, la nostra dimensione “del cuore”.

Per questo è necessario un percorso guidato per recuperare questo stato istintivo, che genera una nuova prospettiva da cui guardare noi stessi, gli altri, la vita e infine la morte.

Come iniziare? “Vivere con i santi” il primo auspicio, ossia circondarsi di belle persone. Ma un simile obiettivo non è sempre a portata di mano, per questo il discorso di Daniele è intervallato da piccoli assaggi introduttivi alla pratica meditativa.  Il primo si concentra sul rilassamento fisico, con una tecnica ben nota alla scuola Strauss (dove già da piccole ci insegnavano a sentire il peso delle varie parti del corpo e a lasciar andare le tensioni).

Un piccolo excursus sul ruolo della meditazione nel Buddismo, alla ricerca dell’Illuminazione, nella Tradizione indiana, con le sue molteplici Verità, per soffermarsi sulla mente – ostacolo ma anche mezzo per raggiungere la concentrazione e avviare la meditazione. Quindi un nuovo invito pratico verso il viaggio dentro di sé, questa volta con attenzione al respiro. La mente rincorre in continuazione i pensieri e tutti gli stimoli esterni; il controllo della respirazione e l’espansione del respiro dalle narici, alla testa, ai piedi aiutano a tenerla a bada (quante volte ho respirato nella schiena e nel collo durante le lezioni con Johanna!).

Dove porta la meditazione? E’ una tecnica di rilassamento, una via alla consapevolezza del proprio corpo e poi? (A volte le malattie gravi portano a una migliore e più profonda accettazione e conoscenza di sé, a volte il dolore.) Daniele confessa di chiederselo tanto più in qualità di maestro e di non saper dare una risposta certa neppure lui.

Certa è però la vastità del campo da esplorare dentro e fuori di noi e così ci conduce al terzo momento di pratica. Occhi chiusi, posizione comoda, respirazione… poi l’attenzione allo spazio dentro di noi, lo spazio del cuore e da lì verso lo spazio fuori di noi, le pareti, il fuori, gli altri, … l’infinito?

Qualcuno infine porta le proprie domande: ma cos’è la consapevolezza?, le proprie esperienze: ho avuto una gran paura, mi sembrava di non riuscire a tornare nel mio corpo!, il proprio entusiasmo: ho provato la beatitudine con la meditazione, ma la ritroverò ancora?

La strada della meditazione è lunghissima, ma la porta che vi conduce si è aperta: perché non entrare?